Giro Cicloalpinistico Sucai

8-15 agosto 2003
CUNEO – COURMAYEUR

 
 
       
 

 

 

Vinovo 10 /Settembre/2003

Anche se un po' in ritardo, Vi narrerò le gesta di quatto giovani eroi ciclisti che vollero emulare le antiche gesta di ”timorosi eroi” del passato (si pensi solo per fare qualche nome ai vari :Annibale con i suoi elefanti, Cesare che partì da Roma per andare a conquistare le Gallie, oppure a Napoleone Bonaparte che partì da Parigi per fare “visita” ai territori Piemontesi e non solo, oppure anche più recentemente: Coppi – Bartali - Pantani- Indurain – Cippolini – Armstrong che, scattavano quando mancava ancora una manciata di chilometri incidendo il loro nome, su quei colli) i quali varcarono il confine Italo – Francese per arrivare là dove pochi vollero e poterono spingersi.

I nostri eroi tutti soci Sucai:

+ Paolo Bonzanino [soprannominato UOMO RAZZO]
+ Riccardo De Pieri [soprannominato FULMINE DEGLI ULTIMI KILOMETRI]
+ Marco Bongiovanni [soprannominato COLUI CHE STAVA SEMPRE SUI PEDALI]
+ Pier Paolo Feneziani [soprannominato COLUI CHE QUARDAVA LONTANO]

decisero di percorrere in bici i 430 chilometri di duro asfalto che ci sono da Cuneo, dove partirono, per arrivare a Morgex meta finale della loro epica impresa in soli sette giorni (di cui cinque effettivi).
Poiché gli eroi non sono quasi mai del tutto incoscienti, si era deciso di portarsi appresso una macchina per ogni evenienza: ciò avrebbe comportato una perdita di tempo, per la conduzione a turno della stessa dal fondo valle alla meta successiva, ma la saggezza prevalse...!!

I nostri eroi si ritrovarono un mattino datato 9 agosto 2003 in quel di Torino, per caricare le bici sulla macchina, partire alla volta di Cuneo e da lì iniziare la loro missione.
Arrivati nel luogo ove avevano deciso di partire, tutto pareva perfetto: una giornata senza alcuna nuvola, non molto caldo anche se in quei lontani giorni come voi ricorderete faceva parecchio calduccio (erano “NATURALI” i 35- 40 Gradi!!), non molta gente per le strade,... tutto perfetto.
Gli eroi iniziarono a pedalare verso il primo colle, ovvero la Maddalena, procedendo abbastanza compatti con un andatura intorno ai 25 – 30 orari, ma quando la sorte li volle mettere alla prova sulla prima salita, le cose iniziarono a cambiare.
Infatti gli scalatori De Pieri / Bongiovanni (scalatori non solo alpinisticamente parlando, ma anche ciclisticamente) si diedero a un “duello durissimo” decidendo di dare un colpo di energia alla prima giornata del giro: quando mancavano oramai pochi chilometri alla vetta i due si scambiavano la staffetta per,... la Maddalena. (In cima al colle della Maddalena 1 - foto 2)
Si narra che L’UOMO RAZZO, un pò “piccato”, in discesa anche su asfalti brutti e su strade abbastanza ripide, si buttasse a capo fitto senza alcuna paura e anzi, tanto più era ripida tanto più egli si caricava e tendeva a dimenticarsi dei freni, (naturalmente tranne che in casi di estremo pericolo) e dettasse la sua legge: “In discesa lui era il RE e gli altri DOVEVANO STARE DIETRO ”.
COLUI CHE GUARDAVA LONTANO si “caricava” per i giorni successivi e tutti la sera arrivarono alla meta che era prevista a St.Paul sur Ubaye, riuscirono a superare la “inospitalità” alla GDT grazie a un rifugio del CAF.

Il giorno dopo i Nostri eroi avevano da imbattersi nei Mostri Sacri (VARS – ISOARD - MONGINEVRO) e all’alba iniziarono subito la salita verso il Vars che in certi tratti supera il 10% di pendenza. Subito il FULMINE DEGLI ULTIMI CHILOMETRI volle fare una prova per vedere le forze dei suoi “avversari”, rispose pronto L’UOMO RAZZO che tentò in qualche modo di contrastarlo fino agli untimi metri, ma poi fu costretto a cedergli il passo, successivamente arrivarono colui che stava sempre sui pedali , e COLUl CHE GUARDAVA LONTANO (foto); la discesa verso Guillestre fu una bella discesa con ampi tornanti e con la possibilità di effettuare sorpassi a macchine, camion, camper, pure in curva.
Arrivati a Guillestre i nostri eroi decisero di fare una pausa, prima di effettuare la salita verso il secondo colle della Giornata : L “Izoard”.
L’avvicinamento da fondo valle con un falsopiano è parecchio, ma parecchio, noioso; arrivati al bivio che portava al secondo Mostro Sacro, gli impavidi ciclisti erano tutti caricatissimi e non pensavano ad altro che arrivare alla cima anche con un pizzico di competitività.
Si narra che il Fulmine degli Ultimi Chilometri in compagnia di colui che stava sempre sui pedali iniziarono a studiare il terreno con un’andatura molto sostenuta e, volendosi aggiudicare uno dei “colli per eccellenza”, si dettero battaglia fin dall’inizio, il Fulmine dettò la sua legge (in salita voi state dietro!!) seguito dal Colui che stava sempre sui Pedali e Colui che Guardava Lontano, L’Uomo Razzo, al momento in crisi si riprese, iniziò la “Rimonta”, prima superò Colui che Guardava Lontano e successivamente tentò di prendere Colui che sta sempre sui Pedali, ma invano perché si “piazzo” solo al terzo posto alle spalle del Fulmine degli Ultimi Chilometri e di Colui che stava sempre sui pedali.
I nostri temerari eroi si trattennero per una lunga pausa sull’ Izoard per poi scendere verso Briançon e da qui salire verso l’ultimo colle della Giornata : il Monginevro.
Le cronache del tempo affermano che nella lunga discesa dall'Izoard, fu toccata la velocità di 76 km all’ora: velocità documentata e record assoluto di tutto il giro appartenete, incredibile ma vero,... a Colui che sta sempre sui pedali.
Ma proprio sulla salita ove passò Napoleone ci fu la più grande sorpresa di tutto il giro: si narra che appena lasciata la cittadina Francese i nostri eroi trovarono una fontana e dato che faceva molto caldo decisero di fermarsi ad abbeverarsi; mentre Fulmine degli Ultimi Kilometri, colui che stava sempre sui pedali e Colui che Guardava Lontano si rinfrescavano, L’Uomo Razzo decise di partire e di andarsi a conquistare il Monginevro; fu una “Vittoria” molto affascinante e combattuta, perché con una velocità di circa 15”-16” orari, il nostro eroe procedeva spedito sfidando la fatica della giornata, sfidando il maltempo che prometteva pioggia e soprattutto sfidando, una volta tanto, la legge del Fulmine degli Ultimi Kilometri. La sfida si fece più “interessante “ proprio sugli ultimi tornanti perché il Fulmine vedeva inorridito in lontananza la sagoma del fuggitivo il quale procedeva con un’andatura regolare sui 14” –15” orari non rispettava la “legge” e proprio sul rettilineo finale con un’accelerata, sfiorando i 25” orari, vinse finalmente la Tappa seguito dal Fulmine degli Ultimi Kilometri, da Colui che stava sempre sui pedali e da Colui che Guardava Lontano.
La giornata si concluse a Claviere ove i nostri eroi si regalarono due giorni di riposo e soprattutto un letto caldo in cui riposare e una doccia calda, in barba al temporale violentissimo che si era scatenato al Monginevro.

Tra un esposizione al sole e una mangiata, tanto per gradire c’era chi scalava il Sestriere o andava ad esaminare le vie di roccia per quando si sarebbe cambiato sport ! !
In verità alla fine del periodo di riposo i nostri temerari si domandavano :“ Ma chi ce lo fa fare?!?!”, ma la loro missione imponeva il Moncenisio, ove passò Annibale con i suoi Elefanti.
La partenza fu normale tutti compatti e ricaricati; ci fu un importante tentativo dell’Uomo Razzo che scattò per circa 6 o 7 chilometri, ma fu raggiunto inesorabilmente dal Fulmine che, dopo la batosta del Monginevro, voleva riconquistare il “Potere di scalatore” e ci riuscì.
Il Fulmine manteneva un lieve vantaggio sull’Uomo Razzo che voleva aggiudicarsi il secondo posto seguito da Colui che stava sempre sui Pedali e da Colui che guardava Lontano; verso la fine della salita ci fu una svolta, perchè L’Uomo Razzo fu “Tradito” dalla sete e si dovette fermare a un fontanella, la quale Fontanella “aiutò” Colui che Stava sempre sui pedali che passò indenne e andò a collocarsi al secondo posto, all’Uomo Razzo non restava che “proteggere” il terzo posto dagli attacchi di Colui che guarda Lontano, e ci riuscì. (I 4 eroi al lago del Moncenisio prima in compagnia di un asino e poi a fare la foto al "colle ufficiale") La giornata si concluse alla GDT di Lanslebourg ove attendeva un letto caldo e una minestra da mettere sotto i denti.

Il giorno dopo fu quello “Decisivo” per la “Classifica Finale”. Il lettore deve sapere che alla partenza da Cuneo i nostri eroi decisero di lanciarsi una sfida intereos, emulando i corridori del Giro d’Italia e del Tour che si sfidavano per vedere chi era il migliore. Fino a quel momento la classifica vedeva il Fulmine al primo posto, avendo vinto 4 colli, seguito a pari punti dall'Uomo Razzo e da Colui che stava sempre sui Pedali essendosi piazzati a turno al secondo posto e da Colui che guardava lontano.
La salita all’Iseran fu la più combattuta di tutto il giro: oramai il Fulmine degli Ultimi Chilometri aveva incrementato il suo vantaggio, ma nelle retrovie ci fu molta bagarre per aggiudicarsi il secondo posto. Infatti il “Leader” del giro andava a “collocarsi” tra i grandi “scalatori” dei colli, negli ultimi chilometri ci fu una serie di attacchi da parte dell’Uomo Razzo ai “danni” di colui che stava sempre sui pedali, ma proprio sugli ultimi metri ci fu lo scatto decisivo di colui che stava sempre sui pedali che andò a collocarsi alle spalle del Leader e davanti ai suo degno “avversario”, quindi a quota 2772 la “classifica finale” vide: primo posto al Fulmine degli Ultimi Chilometri, Secondo posto a Colui che stava sempre sui pedali, Terzo posto all'Uomo razzo e al Quarto posto, Colui che guardava Lontano, ma quello che più importava era il fatto che i nostri eroi al di là della “Competitività” avessero “ Conquistato” uno dei più MASTODONTICI colli Francesi.
Soddisfatti della loro impresa, e accolti da un vento fortissimo i nostri quattro ciclisti pregustavano già il momento della lunga discesa che si preannunciava molto divertente.
Infatti le aspettative non furono vane, al pomeriggio ormai avanzato, i nostri eroi arrivarono là dove avrebbero dormito per ultima volta in un GDT nei pressi di Seez, ridente paesino ai piedi del Colle del Piccolo San Bernardo.
Quella sera gli impavidi eroi si dilettarono in una mangiata paragonabile ai lupi affamati da giorni.

La mattina dopo di buon’ora, si fa per dire, infatti partirono per far ritorno nella loro patria verso le 9.45, iniziarono la salita verso l’ultimo loro colle. Appena usciti da Seez i nostri eroi si accorsero che l’avvicinamento era assai lungo ma non faticoso, infatti la strada si presentava con lunghi rettilinei e tornanti che salivano in modo molto dolce e direi regolare, per fortuna il traffico delle macchine non era molto HEAVY anzi certe volte si presentava anche assente.
La mattinata si presentava con un sole abbastanza piacevole, i nostri eroi, andando avanti nella loro pedalata e guardando di volta in volta verso la valle, si resero conto che si potevano paragonare in modo minore ai “Grandi Personaggi” che prima di loro con vari mezzi, infatti basti pensare: agli elefanti oppure ai soldati o alle prime bici, avevano compiuto tale impresa.
Arrivati nei pressi della Rosière, ultimo paese che incontrarono sul loro cammino, ai nostri eroi venne la brillante idea di accelerare la pedalata e “Bruciare“ quegli 8 chilometri che li separavano dal Piccolo San Bernardo; la strada in quegli ultimi chilometri si presentava in un falsopiano che aiutava in modo “Esemplare” il loro ultimo Assalto verso la vetta.
Nei pressi del Anc Hosp du Petit St.Bernard i nostri eroi, oramai stremati, vollero effettuare l’ultimo scatto, il quale avvenne in modo del tutto “Casuale”: infatti partì Colui che Stava sempre sui Pedali, seguito a raffica, o a ruota come si preferisce, dall’Uomo Razzo e dal Fulmine degli Ultimi Chilometri e a breve distanza da Colui che Guardava Lontano. L’ ’arrivo vide la vittoria di Colui che stava sempre sui Pedali e, a breve distanza, dell’Uomo Razzo che dovette vedersela fino agli ultimi metri con il Leader che non gli concedeva alcunchè, e alla fine quando tutti i nostri eroi ebbero raggiunto la meta furono cosi felici che non faceva loro alcuna paura l’idea di effettuare un probabile “Fuori Programma” cioè di salire ancora il Colle San Carlo che si trova sopra Morgex.
Ma andiamo per ordine: esisteva un piccolo problema cioè si doveva andare a recuperare la macchina che era stata parcheggiata nel parcheggio dove gli eroi avevano dormito la notte precedente, i due “ELETTI” furono il Vincitore del Giro (Fulmine degli ultimi kilometri) e il Terzo Classificato (Uomo Razzo), che si divertirono alla follia ad effettuare quella discesa che poche ore prima li aveva condotti verso la cima.
Arrivati nel fine mattinata al Colle San Carlo e sapendo che la discesa verso Morgex era molto divertente” e molto varia i nostri eroi, soprattutto l’ Uomo Razzo, non vedevano l’ora di iniziare la discesa.
Le cronache del tempo affermano che in quella discesa lunga 10 chilometri, partendo da un altezza di 2022 metri del Colle St.Carlo e arrivando ai 927 di Morgex ,fu toccata dall'Uomo Razzo la velocità di 73 km all’ora: velocità documentata, ma non record assoluto di tutto il giro appartenete invece a Colui che stava sempre sui pedali.
Qui si concluse il giro che portò gli eroi dal caldo della periferia di Cuneo fino alle altezze della Val D’Aosta passando per le strade ove un tempo passarono gente che fece un pezzetto di storia.
I nostri eroi erano molto soddisfatti e speranzosi di effettuare altri giri in un futuro prossimo, ma, come si dice in questi casi,”...... QUESTA E’ UN’ALTRA STORIA”.
Comunque Spero che codesta storia dei nostri Beniamini (Il Fulmine degli Ultimi Chilometri, L’Uomo Razzo, Colui che stava sempre si Pedali e di Colui che Guardava Lontano) non solo vi sia piaciuta, ma vi abbia affascinato.

Vi rimando ad altre strepitose ed emozionanti avventure in compagnia dei nostri eroi.


THE END!!!