Vinovo 10 /Settembre/2003
Anche se un po' in ritardo, Vi narrerò le gesta di quatto giovani eroi ciclisti che
vollero emulare le antiche gesta di ”timorosi eroi”
del passato (si pensi solo per fare qualche nome ai vari :Annibale
con i suoi elefanti, Cesare che partì da Roma per andare
a conquistare le Gallie, oppure a Napoleone Bonaparte che partì
da Parigi per fare “visita” ai territori Piemontesi
e non solo, oppure anche più recentemente: Coppi –
Bartali - Pantani- Indurain – Cippolini – Armstrong
che, scattavano quando mancava ancora una manciata di chilometri
incidendo il loro nome, su quei colli) i quali varcarono il confine
Italo – Francese per arrivare là dove pochi vollero
e poterono spingersi.
I nostri eroi tutti soci Sucai:
+ Paolo Bonzanino [soprannominato UOMO RAZZO]
+ Riccardo De Pieri [soprannominato FULMINE DEGLI ULTIMI KILOMETRI]
+ Marco Bongiovanni [soprannominato COLUI CHE STAVA SEMPRE SUI PEDALI]
+ Pier Paolo Feneziani [soprannominato COLUI CHE QUARDAVA LONTANO]
decisero di percorrere in bici i 430 chilometri
di duro asfalto che ci sono da Cuneo, dove partirono, per arrivare
a Morgex meta finale della loro epica impresa in soli sette giorni (di cui cinque effettivi).
Poiché gli eroi non sono quasi mai del tutto incoscienti,
si era deciso di portarsi appresso una macchina per ogni evenienza:
ciò avrebbe comportato una perdita di tempo, per la conduzione
a turno della stessa dal fondo valle alla meta successiva, ma la
saggezza prevalse...!!
I nostri eroi si ritrovarono un mattino datato 9 agosto 2003 in
quel di Torino, per caricare le bici sulla macchina, partire alla
volta di Cuneo e da lì iniziare la loro missione.
Arrivati nel luogo ove avevano deciso di partire, tutto pareva perfetto:
una giornata senza alcuna nuvola, non molto caldo anche se in quei
lontani giorni come voi ricorderete faceva parecchio calduccio (erano
“NATURALI” i 35- 40 Gradi!!), non molta gente per le
strade,... tutto perfetto.
Gli eroi iniziarono a pedalare verso il primo colle, ovvero la Maddalena,
procedendo abbastanza compatti con un andatura intorno ai 25 –
30 orari, ma quando la sorte li volle mettere alla prova sulla prima
salita, le cose iniziarono a cambiare.
Infatti gli scalatori De Pieri / Bongiovanni (scalatori non solo
alpinisticamente parlando, ma anche ciclisticamente) si diedero
a un “duello durissimo” decidendo di dare un colpo di
energia alla prima giornata del giro: quando mancavano oramai pochi
chilometri alla vetta i due si scambiavano la staffetta per,... la
Maddalena.
(In cima al colle della Maddalena 1 - foto 2)
Si narra che L’UOMO RAZZO, un pò “piccato”,
in discesa anche su asfalti brutti e su strade abbastanza ripide,
si buttasse a capo fitto senza alcuna paura e anzi, tanto più
era ripida tanto più egli si caricava e tendeva a dimenticarsi
dei freni, (naturalmente tranne che in casi di estremo pericolo)
e dettasse la sua legge: “In discesa lui era il RE e gli altri
DOVEVANO STARE DIETRO ”.
COLUI CHE GUARDAVA LONTANO si “caricava” per i giorni
successivi e tutti la sera arrivarono alla meta che era prevista
a St.Paul sur Ubaye, riuscirono a superare la “inospitalità”
alla GDT grazie a un rifugio del CAF.
Il giorno dopo i Nostri eroi avevano da imbattersi nei Mostri Sacri (VARS
– ISOARD - MONGINEVRO) e all’alba iniziarono subito
la salita verso il Vars che in certi tratti supera il 10% di pendenza.
Subito il FULMINE DEGLI ULTIMI CHILOMETRI volle fare una prova per
vedere le forze dei suoi “avversari”, rispose pronto
L’UOMO RAZZO che tentò in qualche modo di contrastarlo
fino agli untimi metri, ma poi fu costretto a cedergli il passo,
successivamente arrivarono colui che stava sempre sui pedali
, e COLUl CHE GUARDAVA LONTANO (foto); la discesa verso Guillestre fu una
bella discesa con ampi tornanti e con la possibilità di effettuare
sorpassi a macchine, camion, camper, pure in curva.
Arrivati a Guillestre i nostri eroi decisero di fare una pausa,
prima di effettuare la salita verso il secondo colle della Giornata
: L “Izoard”.
L’avvicinamento da fondo valle con un falsopiano è
parecchio, ma parecchio, noioso; arrivati al bivio che portava al
secondo Mostro Sacro, gli impavidi ciclisti erano tutti caricatissimi
e non pensavano ad altro che arrivare alla cima anche con un pizzico
di competitività.
Si narra che il Fulmine degli Ultimi Chilometri in compagnia di
colui che stava sempre sui pedali iniziarono a studiare il
terreno con un’andatura molto sostenuta e, volendosi aggiudicare
uno dei “colli per eccellenza”, si dettero battaglia
fin dall’inizio, il Fulmine dettò la sua legge (in
salita voi state dietro!!) seguito dal Colui che stava sempre
sui Pedali e Colui che Guardava Lontano, L’Uomo Razzo, al
momento in crisi si riprese, iniziò la “Rimonta”,
prima superò Colui che Guardava Lontano e successivamente
tentò di prendere Colui che sta sempre sui Pedali,
ma invano perché si “piazzo” solo al terzo posto
alle spalle del Fulmine degli Ultimi Chilometri e di Colui che stava
sempre sui pedali.
I nostri temerari eroi si trattennero per una lunga pausa sull’
Izoard per poi scendere verso Briançon e da qui salire verso
l’ultimo colle della Giornata : il Monginevro.
Le cronache del tempo affermano che nella lunga discesa dall'Izoard,
fu toccata la velocità di 76 km all’ora:
velocità documentata e record assoluto di tutto il giro appartenete,
incredibile ma vero,... a Colui che sta sempre sui pedali.
Ma proprio sulla salita ove passò Napoleone ci fu la più
grande sorpresa di tutto il giro: si narra che appena lasciata la
cittadina Francese i nostri eroi trovarono una fontana e dato che
faceva molto caldo decisero di fermarsi ad abbeverarsi; mentre Fulmine
degli Ultimi Kilometri, colui che stava sempre sui pedali
e Colui che Guardava Lontano si rinfrescavano, L’Uomo Razzo
decise di partire e di andarsi a conquistare il Monginevro; fu una
“Vittoria” molto affascinante e combattuta, perché
con una velocità di circa 15”-16” orari, il nostro
eroe procedeva spedito sfidando la fatica della giornata, sfidando
il maltempo che prometteva pioggia e soprattutto sfidando, una volta
tanto, la legge del Fulmine degli Ultimi Kilometri. La sfida si
fece più “interessante “ proprio sugli ultimi
tornanti perché il Fulmine vedeva inorridito in lontananza
la sagoma del fuggitivo il quale procedeva con un’andatura
regolare sui 14” –15” orari non rispettava la
“legge” e proprio sul rettilineo finale con un’accelerata,
sfiorando i 25” orari,
vinse finalmente la Tappa seguito dal
Fulmine degli Ultimi Kilometri, da Colui che stava sempre
sui pedali e da Colui che Guardava Lontano.
La giornata si concluse a Claviere ove i nostri eroi si regalarono
due giorni di riposo e soprattutto un letto caldo in cui riposare
e una doccia calda, in barba al temporale violentissimo che si era
scatenato al Monginevro.
Tra un esposizione al sole e una mangiata, tanto per gradire c’era
chi scalava il Sestriere o andava ad esaminare le vie di roccia
per quando si sarebbe cambiato sport ! !
In verità alla fine del periodo di riposo i nostri temerari
si domandavano :“ Ma chi ce lo fa fare?!?!”, ma la loro
missione imponeva il
Moncenisio,
ove passò Annibale con i suoi Elefanti.
La partenza fu normale tutti compatti e ricaricati; ci fu un importante
tentativo dell’Uomo Razzo che scattò per circa 6 o
7 chilometri, ma fu raggiunto inesorabilmente dal Fulmine che, dopo
la batosta del Monginevro, voleva riconquistare il “Potere
di scalatore” e ci riuscì.
Il Fulmine manteneva un lieve vantaggio sull’Uomo Razzo che
voleva aggiudicarsi il secondo posto seguito da Colui che stava
sempre sui Pedali e da Colui che guardava Lontano; verso la
fine della salita ci fu una svolta, perchè L’Uomo Razzo
fu “Tradito” dalla sete e si dovette fermare a un fontanella,
la quale Fontanella “aiutò” Colui che Stava
sempre sui pedali che passò indenne e andò a collocarsi
al secondo posto, all’Uomo Razzo non restava che “proteggere”
il terzo posto dagli attacchi di Colui che guarda Lontano, e ci
riuscì.
(I 4 eroi al lago del Moncenisio prima in compagnia di un asino e poi a fare la foto al "colle ufficiale")
La giornata si concluse alla GDT di Lanslebourg ove
attendeva un letto caldo e una minestra da mettere sotto i denti.
Il giorno dopo fu quello “Decisivo” per la “Classifica
Finale”. Il lettore deve sapere che alla partenza da Cuneo
i nostri eroi decisero di lanciarsi una sfida intereos, emulando
i corridori del Giro d’Italia e del Tour che si sfidavano
per vedere chi era il migliore. Fino a quel momento la classifica
vedeva il Fulmine al primo posto, avendo vinto 4 colli, seguito
a pari punti dall'Uomo Razzo e da Colui che stava sempre sui
Pedali essendosi piazzati a turno al secondo posto e da Colui che
guardava lontano.
La salita all’Iseran fu la più combattuta di tutto
il giro: oramai il Fulmine degli Ultimi Chilometri aveva incrementato
il suo vantaggio, ma nelle retrovie ci fu molta bagarre per aggiudicarsi
il secondo posto.
Infatti il “Leader” del giro andava a “collocarsi”
tra i grandi “scalatori” dei colli, negli ultimi chilometri
ci fu una serie di attacchi da parte dell’Uomo Razzo ai “danni”
di colui che stava sempre sui pedali, ma proprio sugli ultimi
metri ci fu lo scatto decisivo di colui che stava sempre sui pedali che andò
a collocarsi alle spalle del Leader e davanti ai suo degno “avversario”,
quindi a quota 2772 la “classifica finale” vide: primo
posto al Fulmine degli Ultimi Chilometri, Secondo posto a Colui che stava sempre sui pedali,
Terzo posto all'Uomo razzo e al
Quarto posto, Colui che guardava Lontano, ma quello che più
importava era il fatto che i nostri eroi al di là della “Competitività”
avessero “ Conquistato” uno dei più MASTODONTICI
colli Francesi.
Soddisfatti della loro impresa, e accolti da un vento fortissimo
i nostri quattro ciclisti pregustavano già il momento della lunga
discesa che si preannunciava molto divertente.
Infatti le aspettative non furono vane, al pomeriggio ormai avanzato,
i nostri eroi arrivarono là dove avrebbero dormito per ultima
volta in un GDT nei pressi di Seez, ridente paesino ai piedi del
Colle del Piccolo San Bernardo.
Quella sera gli impavidi eroi si dilettarono in una mangiata paragonabile
ai lupi affamati da giorni.
La mattina dopo di buon’ora, si fa per dire, infatti partirono
per far ritorno nella loro patria verso le 9.45, iniziarono la salita
verso l’ultimo loro colle. Appena usciti da Seez i nostri
eroi si accorsero che l’avvicinamento era assai lungo ma non
faticoso, infatti la strada si presentava con lunghi rettilinei
e tornanti che salivano in modo molto dolce e direi regolare, per
fortuna il traffico delle macchine non era molto HEAVY anzi certe
volte si presentava anche assente.
La mattinata si presentava con un sole abbastanza piacevole, i nostri
eroi, andando avanti nella loro pedalata e guardando di volta in
volta verso la valle, si resero conto che si potevano paragonare
in modo minore ai “Grandi Personaggi” che prima di loro
con vari mezzi, infatti basti pensare: agli elefanti oppure ai soldati
o alle prime bici, avevano compiuto tale impresa.
Arrivati nei pressi della Rosière, ultimo paese che incontrarono
sul loro cammino, ai nostri eroi venne la brillante idea di accelerare
la pedalata e “Bruciare“ quegli 8 chilometri che li separavano
dal Piccolo San Bernardo; la strada in quegli ultimi chilometri
si presentava in un falsopiano che aiutava in modo “Esemplare”
il loro ultimo Assalto verso la vetta.
Nei pressi del Anc Hosp du Petit St.Bernard i nostri eroi, oramai
stremati, vollero effettuare l’ultimo scatto, il quale avvenne
in modo del tutto “Casuale”: infatti partì Colui
che Stava sempre sui Pedali, seguito a raffica, o a ruota
come si preferisce, dall’Uomo Razzo e dal Fulmine degli Ultimi
Chilometri e a breve distanza da Colui che Guardava Lontano. L’
’arrivo vide la vittoria di Colui che stava sempre sui
Pedali e, a breve distanza, dell’Uomo Razzo che dovette vedersela
fino agli ultimi metri con il Leader che non gli concedeva alcunchè,
e alla fine quando tutti i nostri eroi ebbero raggiunto la meta
furono cosi felici che non faceva loro alcuna paura l’idea
di effettuare un probabile “Fuori Programma” cioè
di salire ancora il Colle San Carlo che si trova sopra Morgex.
Ma andiamo per ordine: esisteva un piccolo problema cioè
si doveva andare a recuperare la macchina che era stata parcheggiata
nel parcheggio dove gli eroi avevano dormito la notte precedente,
i due “ELETTI” furono il Vincitore del Giro (Fulmine degli ultimi kilometri) e il Terzo
Classificato (Uomo Razzo), che si divertirono alla follia ad effettuare quella
discesa che poche ore prima li aveva condotti verso la cima.
Arrivati nel fine mattinata al Colle San Carlo e sapendo che la discesa
verso Morgex era molto divertente” e molto varia i nostri
eroi, soprattutto l’ Uomo Razzo, non vedevano l’ora
di iniziare la discesa.
Le cronache del tempo affermano che in quella discesa lunga 10 chilometri,
partendo da un altezza di 2022 metri del Colle St.Carlo e arrivando
ai 927 di Morgex ,fu toccata dall'Uomo Razzo la velocità di 73 km all’ora:
velocità documentata, ma non record assoluto di tutto il giro appartenete invece a Colui che stava sempre sui pedali.
Qui si concluse il giro che portò gli eroi dal caldo della
periferia di Cuneo fino alle altezze della Val D’Aosta passando
per le strade ove un tempo passarono gente che fece un pezzetto
di storia.
I nostri eroi erano molto soddisfatti e speranzosi di effettuare
altri giri in un futuro prossimo, ma, come si dice in questi casi,”......
QUESTA E’ UN’ALTRA STORIA”.
Comunque Spero che codesta storia dei nostri Beniamini (Il Fulmine
degli Ultimi Chilometri, L’Uomo Razzo, Colui che stava
sempre si Pedali e di Colui che Guardava Lontano) non solo vi sia
piaciuta, ma vi abbia affascinato.
Vi rimando ad altre strepitose ed emozionanti avventure in compagnia
dei nostri eroi.
THE END!!!